Visita di Cefalù
La Rocca
La Rocca non costituisce solamente lo splendido sfondo scenografico che tanto caratterizza l'immagine iconografica di Cefalù, bensì, è parte integrante di Cefalù stessa, che si è sviluppata alle sue pendici e ha tratto dalla sua roccia il materiale da costruzione per lo sviluppo dell'abitato. La Rocca, madre, genera e domina il paese e ne racconta parte di storia, ricca com'è di testimonianze che si sono in essa stratificate nel corso dei secoli.
Il Tempio di Diana
Costruzione megalitica risalente al IX sec. a.C. Ebbe originariamente una funzione sacra legata al culto locale dell'acqua. La sua origine sacra è ulteriormente confermata dal fatto che su di essa, in epoca bizantina, si costruì una chiesa. Con il tempo l'edificio acquisì anche una funzione difensiva data la sua particolare posizione strategica. Nel tempio è inglobata una cisterna del IX sec. a.C. che indica che nel sito preesisteva un culto indigeno.
La Cattedrale
L'edificazione ebbe inizio nel 1131 furono realizzati i mosaici nell'abside e sistemati i sarcofagi porfiretici che Ruggero II aveva destinato alla sepoltura sua e della moglie. Federico II trasferì a Palermo i due sarcofagi reali. Infine tra le due torri fu inserito un portico, opera di Ambrogio da Como. L’edificio è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero. Era stato realizzato con terra portata appositamente da Gerusalemme, sia per motivi religiosi, sia per la sua particolare composizione che le dava la caratteristica di mummificare rapidamente i corpi che vi erano sepolti. La facciata è inquadrata da due possenti torri, alleggerite da eleganti bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel Quattrocento e diverse l'una dall'altra: una a pianta quadrata e con merli a forma di fiammelle, che simboleggerebbe la mitria papale e il potere della Chiesa, mentre l'altra, a pianta ottagonale e con merli ghibellini, la corona reale e il potere temporale. Il portico quattrocentesco precede la facciata, con tre archi (due ogivali ed uno a tutto sesto) sorretti da quattro colonne e con volte a costoloni. Sotto il portico rimane la “Porta Regum”, impreziosita da un portale marmoreo finemente decorato, e con pitture ai lati.
Lavatoio Medievale
Sul lato destro dell'ingresso del lavatoio è scritto:
Museo Mandralisca
Il museo Mandralisca di Cefalù si deve ad Enrico Piraino, barone di Mandralisca, che raccolse, nel 1809, oggetti d'arte mettendoli nella sua abitazione, dove tuttora si trovano, e diede il nome al museo. Enrico Piraino, fervente sostenitore degli ideali risorgimentali ebbe l'idea di destinare la raccolta (opere d'arte, libri, monete, reperti archeologici, strumenti scientifici, raccolte malacologiche ed archivi) ai concittadini, allo scopo di favorire la costituzione di una classe popolare cittadina evoluta, responsabile ed al passo con i tempi. Nel testamento, redatto il 26 ottobre del 1853, il barone diede dunque disposizione per la creazione di un liceo e di una scuola serale "scuola lancastriana notturna", che sarebbero stati mantenuti con la rendita dei propri beni. Il patrimonio comprendeva la collezione del suo "gabinetto" e la casa che la ospitava. Tale disposizione era indirizzata a colmare il quasi totale vuoto di istituzioni scolastiche di Cefalù e delle cittadine vicine con circa i quattro quinti degli abitanti ancora analfabeti.
L'Osterio Magno
Il nome Osterio significa palazzo fortificato... secondo la tradizione l'Osterio Magno sarebbe stato la residenza di Ruggero. Appartenne alla casata dei Ventimiglia dal 1300 e ne divenne la residenza invernale. |